• 4 marzo 2016 alle 22:48

    L’arte della fotografia è molto vecchia, risale addirittura i primi anni del 1.800. Certo, nel corso dei decenni si è molto evoluta passando dal colore alle attuali foto digitali (anche in 3d) e in un futuro non molto lontano potremo senz’altro scattare splendidi ologrammi realistici a tal punto da lasciare senza fiato. Ma il futuro di ieri ha già un nome, si chiama HDR e rappresenta un incredibile balzo evolutivo nella storia della fotografia.

    Lasciate ogni dubbio o voi ch’entrate:

    Voglio premettere che per me la tecnica HDR rappresenta qualcosa di straordinario, di unico, di impareggiabile. Questo articolo segue la mia linea di pensiero e tende a enfatizzare ogni singolo aspetto di questa nuova forma di fotografia, esso è senz’altro di parte. Le seguenti immagini hanno però un valore oggettivo e per questo è necessario continuare a leggere senza pregiudizi. So perfettamente che esistono migliaia di accese discussioni sul metodo HDR, così come so che ce ne sono state altrettante sul passaggio dalla pellicola al formato digitale. Ritengo questo scontro d’idee tutto meno che costruttivo! Il mio parere è che la fotografia tradizionale può e deve essere affiancata da nuove tecniche, non è certo lo scopo finale di questo articolo quello di sostituirla.

    Via alle immagini di confronto (cliccare per ingrandire):

    Esempio A1 – Scatto semplice Esempio A2 – Scatto HDR
    HDR_Sample_a1 HDR_Sample_a2
    Esempio B1 – Scatto semplice Esempio B2 – Scatto HDR
    HDR_Sample_b1 HDR_Sample_B2
    Esempio C1 – Scatto semplice Esempio C2 – Scatto HDR
    HDR_Sample_c1 HDR_Sample_c2

    Non è magia, parola di Scott Kelby:

    Gli scatti che abbiamo appena visto parlano da soli, e parlano chiaro. Ciò nonostante esiste una vasta schiera di fotografi che attaccano e non condividono gli enormi vantaggi che una fotografia HDR può dare. Molti altri, fortunatamente, non la pensano così e tra loro possiamo annoverare il fotografo professionista Scott Kelby, autore di svariati manuali fotografici best seller e Team Director di Adobe Corporation (Photoshop Technical Chair). La prima fotografia HDR che abbiamo proposto (esempio A2) è stata scattata proprio da Scott in una sua recente vacanza in Cina. Ecco i commenti che ha ricevuto nel suo blog personale:

    “That boat shot is killer! Good balance with HDR technique and the whole composition has “interesting story” written all over it. Quite frankly, I think it’s one of your best.” “Love the shots from the trip, and your HDR on the ferry is FANTASTIC!” “I like allot of your work, but this is my favorite shot of yours. It’s amazing. Love it…” “First, that was an amazing image you used for the lead to this post. Great depth, detail and lighting. Well done sir!” “I love the HDR Shot you posted! My fav of the bunch.” “Fantastic HDR, the lighting and tones are beautiful.”
    “E’ fantastica, la adoro, la tua miglior fotografia, la profondità e i colori sono spettacolari…”

    Senz’altro tutti ottimi apprezzamenti, ma ecco la reazione di Scott (che traduciamo in italiano):

    Immagino pensiate che io sia rimasto entusiasta da tutti i vostri ottimi commenti, ma in realtà mi hanno alquanto depresso… Questo perchè lo stesso scatto non HDR (esempio A1) è per me una fotografia appena sufficiente, forse non tanto brutta da essere cestinata ma di sicuro non abbastanza bella da farla vedere agli altri! La trasformazione HDR ha reso una fotografia banale in quella che definite come ‘La mia miglior foto di sempre’… Sigh Sigh …Come pensate che possa sentirmi leggendo ciò?

    La reazione di Scott è stata decisamente dura, più che comprensibile per un fotografo del suo calibro. Essa mette certamente in evidenza quanto il processo HDR possa generare fotografie veramente accattivanti.

    A cosa serve l’HDR?

    Ecco cosa dice Wikipedia:

    L’HDR, acronimo di High Dynamic Range (Ampia Gamma Dinamica), è una tecnica utilizzata in grafica computerizzata e in fotografia per ottenere un’immagine in cui l’intervallo tra le aree più chiare e quelle più scure sia più ampio dei metodi usuali.

    Per chiarire meglio il concetto è necessario prendere in esame forse la più imporante limitazione della fotografia attuale: l’esposizione. Ogni volta che viene scattata una fotografia la macchina fotografica valuta il soggetto dello scatto e decide per quanto tempo esporlo al sensore elettronico (prima di lui alla pellicola). Ovviamente questo calcolo viene fatto tenendo conto di alcuni fattori come luce, sensibilità ISO e apertura del diaframma. Molte macchine fotografiche permettono di stabilire come e dove deve essere rilevata la corretta esposizione: al centro del mirino, in determinati punti, prendendo in esame l’intera immagine o in modo completamente manuale. Quale che sia il sistema utilizzato, la corretta esposizione può essere calcolata una sola volta.

    Prendiamo in esame le immagini B1 e C1:

    Esempio B1 – Scatto semplice Esempio C1 – Scatto semplice
    HDR_Sample_b1 HDR_Sample_c1

    In entrambi i casi la macchina fotografica si è trovata a dover fronteggiare contrasti di luminosità molto elevati. Al fine di non perdere completamente i luminosi cieli (mostrandoli praticamente bianchi), la macchina fotografica ha dovuto abbassare di molto l’esposizione andando conseguentemente a ‘sacrificare’ tantissimi dettagli e colori nelle parti più scure dei due soggetti. L’utilizzo della tecnica HDR serve proprio a evitare la perdita di questi importantissimi dettagli. Di fatto le informazioni memorizzate in un’immagine HDR corrispondono ai valori fisici della luminosità e della radianza che possono essere osservate nel mondo reale; in questo differiscono dalle informazioni memorizzate nelle normali immagini digitali, che memorizzano solo quali colori vanno riprodotti sullo schermo.

    Come funziona l’HDR? Wikipedia, come sempre ha ragione:

    Tali tecniche si basano principalmente sull’idea di prendere scatti multipli dello stesso soggetto in modo da compensare, con le diverse esposizioni delle diverse immagini, la perdita di dettagli nelle zone sottoesposte o sovraesposte di ciascuna singola immagine. La successiva elaborazione della serie di immagini, consente di ottenere un’unica immagine con una corretta esposizione sia delle aree più scure che di quelle più chiare.

    Spesso un’immagine vale più di mille parole, vediamo di seguito un esempio dove sono stati eseguiti 6 scatti allo stesso soggetto variando ogni volta l’esposizione:

    HDR_Sample_d1Se osserviamo bene le singole immagini noteremo come in ognuna di esse l’esposizione sia da considerasi corretta solo per una parte del soggetto (es. vetrate artistiche o navata centrale). Il processo HDR riesce a prendere la miglior esposizione per ogni parte della foto, andandola a scegliere tra tutti gli scatti disponibili. Il risultato parla da solo:

    HDR_Sample_d2

    L’HDR non può essere utilizzato per qualsiasi foto!

    Vero, fino a un certo punto… Per scattare le varie foto necessarie alla lavorazione HDR (da 3 a x) anche la macchina fotografica con il bracketing più veloce (scopriremo il bracketing in un altro articolo) impiega un tempo ovviamente superiore al singolo scatto tradizionale. Come conseguenza la fotografia HDR non è indicata per tutte quelle situazioni in cui ci sono oggetti in movimento. Ecco però alcune eccezioni degne di nota:

    I fiumi:

    HDR_Sample_g1

    Le cascate:

    HDR_Sample_h2-679x231HDR_Sample_h1

    E perchè no? Se chiediamo ai nostri modelli di stare un pò fermi, anche ottimi ritratti:

    HDR_Sample_f1HDR_Samples_i1

    Conclusioni:
    L’HDR è uno splendido mondo tutto da scoprire. Qualcuno lo definisce ”alla Harry Potter” per l’eccessivo surrealismo di cui è capace, senza rendersi conto che spesso questi criticismi nascono dopo aver preso in esame una sola manciata di fotografie eccessivamente elaborate. E poi in fondo l’arte è dell’artista che la crea e del pubblico che lo applaude…. Mi chiedo spesso quanti di questi fotografi siano disposti a rinunciare al ritocco con Photoshop (che poi come l’HDR è semplicemente un altro modo di migliorare la foto)…. Se abbiamo tempo per fare una bella fotografia, tempo per sistemare il treppiede, tempo per valutare le esposizioni e tempo per elaborare il tutto su pc, l’HDR fa proprio al caso nostro!

    Ho voultamente scritto questo articolo in forma di discussione. Spero vogliate rispondere con pareri ed esperienze personali da condividere con tutti.

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